Eccoci qui!!
Questo sarà l'ultimo post fino al 15 dicembre! Questo perchè farò una full immersion nella lingua francese in previsione dell'orribile test del Dalf, il C1 per essere precisi.
Siccome non è proprio una passeggiata, e sono 5h di test tra scritti e orali, ho deciso che mi devo preparare al meglio, staccando con tutto e tutti coloro che possono ricordarmi anche vagamente l'italiano!! Non che mi state antipatici, anzi, so che farò pure fatica, ma devo!! Uff...
Questo week end ho avuto il piacere di avere qui Sara, una ragazza conosciuta 6 anni fa a Roma, alla partenza per l'anno all'estero. Con lei ho una foto sotto la Torre Eifel, appesa in camera in una cornice verde. Da anni diciamo che dobbiamo vederci, incontrarci ecc, ma nulla. 3 lettere, 2 chiamate in tutto. La cosa più strana, è che solo in questi giorni abbiamo effettivamente pensato che in tutti questi anni siamo state assieme solo 3 giorni, e che praticamente non cio conosciamo. Ma la cosa ci ha fatto semplicemente sorridere, e non c'abbiamo pensato molto.
Oggi niente ricetta.
Vi scrivo una storiella un po' particolare, da ascoltare se possibile con New Slang dei The Shins...
C'era una volta una teiera.
Semplice, color viola/rosso mattone. Era bella, tonda come il sole e come la luna. Aveva un coperchio bianco/giallo, grande che la chiudeva. I suoi vecchi proprietari non la volevano, non stava bene con la cucina, dicevano, così la portarono al petit rien, un mercatino dell'usato un po' più particolare dei soliti. 2,50€, ecco cosa decisero che valeva.
Una ragazza bionda, con una sua amica mora, passando si lì, la videro. Fu amore a prima vista, e la ragazza bionda decise che stava proprio bene con lo stile della casa dove stava vivendo, e decise di comprarla.
Prese dalla gioia, le 2 ragazze decisero di festeggiare con un tea caldo in un bellissimo salone da the. La teiera se ne stava tutta felice in un sacchetto, bella incartata, vicino a dei bellissimi bottoni che le 2 pulzelle avevano comprato sempre nel bel posto dove tutto è bello ma costa poco. Stava così bene appesa a quella sedia, che decise di rimanerci, anche quando le ragazze, finito il tea, se ne andarono.
La teiera e i bottoni furono messi in un mobiletto in legno, sopra il quale venivano appoggiate profumate torte, e lì si addormentarono.
Il giorno dopo, le ragazze tornarono a recuperare il sacchetto, sbadate e preoccupate che qualcuno avesse potuto rubare quelle meraviglie, e per festeggiare il gioioso ritrovamento, presero un altro tea. Lo portarono in giro per la città, a volte sbatacchiandolo qui e lì, ma contente come le pasque! la mora, ad un certo punto, decise di provare una maglietta; anche lei era simpatica, sarebbe stata benissimo tra la teiera e i bottoni! Il sacchetto con la teiera venne appoggiato allora ad una maniglia.. ma la teiera panciona e i bottoni erano ingrassati a forza di sentire il profumino delle torte, e pesavano molto; il sacchetto cominciò allora a scivolare verso il terreno, senza che le ragazze se ne accorgessero. Ta teiera trattenne il fiato, i bottoni si fecero piccoli, ma fu un secondo. Un colpo, secco e sordo.
Inutile i tentativi di ricomporla, le si era spezzato il cuore: l'amore lascia sempre dietro di sè un po' di disastri che sono impossibili da rimediare.
Con un sospiro di tristezza le due pulzelle uscirono dal negozio. Tennero tra le braccia per un po' quella teiera ormai scomposta, e la osservarono più e più volte. Decisero poi di lasciarla andare: avvicinatesi ad un secchio, dopo qualche ultimo sguardo, la lasciarono andare.
I bottoni, senza motivo, la seguirono; nascosti in un sacchettino, sommersi dai pezzi colorati, si erano nascosti per poterle rimanere vicino, lasciando così il fiore di stoffa della ragazza bionda senza pistillo.
Appunti, sensazioni, foto... per condividere e non perdere nulla. Ovvero, avere 26 anni e sentirseli tutti!
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6 dicembre 2009
2 dicembre 2009
I dolci rimedi...
Mia nonna ha capito tutto!!
Dovete sapere che, quando ero piccola, ogni venerdì era il giorno delle crepes dalla nonna. Faceva le "fortaie" come solo lei sa farle, tutte dolci, accompagnate dal latte fresco. Dovevamo mangiare facendo piano, perchè nella sua stanza dormiva il nonno, che alle 10 si svegliava per andare a fare il pane. Io dormivo da lei tutti i venerdì, e dormivo nel lettone al posto del nonno. Guardavamo la Corrida oppure Incantesimo, e facevamo il picnic durante la pubblicità lunga, con gelato e biscotti... il tutto nel suo letto. La mattina lei si alzava, arrivava il nonno e prendeva il suo posto, e io dormivo fino a tardissimo con lui.
Ma dovete sapere che per me i miei nonni sono come dei secondi genitori: ho vissuto molto con loro, e di conseguenza non dormivo da loro solo il venerdì.
Avevamo la nostra cameretta, io e mio fratello, e eran discussioni per chi doveva dormire vicino al muro! Quando ero da sola, però, la nonna mi metteva nel lettone, e il nonno dormiva nel mio letto nella cameretta dei giochi. Andavo a letto presto, e non volevo dormire, perchè se non dormivo arrivava la camomilla con il limone per tranquillizzarmi. E se magari mi andava bene, ero pure un po' malatina, e al posto della camomilla c'era il latte caramellato.
E' il miglior rimedio per ogni male!
E mia nonna lo sapeva che cere cose van via solo con la dolcezza.
Come lo fa lei il latte caramellato non lo fa nessuno! E io non so come lei lo fa, perchè quando lo faceva io ero tra le coperte ad aspettare il nettare degli dei!
Quindi me lo invento... Ok, non è buono come il suo, ma è il miglior rimedio che io conosca per il raffreddore e il male alla gola!
Altro che, la mia nonna ha davvero capito tutto!!
Dovete sapere che, quando ero piccola, ogni venerdì era il giorno delle crepes dalla nonna. Faceva le "fortaie" come solo lei sa farle, tutte dolci, accompagnate dal latte fresco. Dovevamo mangiare facendo piano, perchè nella sua stanza dormiva il nonno, che alle 10 si svegliava per andare a fare il pane. Io dormivo da lei tutti i venerdì, e dormivo nel lettone al posto del nonno. Guardavamo la Corrida oppure Incantesimo, e facevamo il picnic durante la pubblicità lunga, con gelato e biscotti... il tutto nel suo letto. La mattina lei si alzava, arrivava il nonno e prendeva il suo posto, e io dormivo fino a tardissimo con lui.
Ma dovete sapere che per me i miei nonni sono come dei secondi genitori: ho vissuto molto con loro, e di conseguenza non dormivo da loro solo il venerdì.
Avevamo la nostra cameretta, io e mio fratello, e eran discussioni per chi doveva dormire vicino al muro! Quando ero da sola, però, la nonna mi metteva nel lettone, e il nonno dormiva nel mio letto nella cameretta dei giochi. Andavo a letto presto, e non volevo dormire, perchè se non dormivo arrivava la camomilla con il limone per tranquillizzarmi. E se magari mi andava bene, ero pure un po' malatina, e al posto della camomilla c'era il latte caramellato.
E' il miglior rimedio per ogni male!
E mia nonna lo sapeva che cere cose van via solo con la dolcezza.
Come lo fa lei il latte caramellato non lo fa nessuno! E io non so come lei lo fa, perchè quando lo faceva io ero tra le coperte ad aspettare il nettare degli dei!
Quindi me lo invento... Ok, non è buono come il suo, ma è il miglior rimedio che io conosca per il raffreddore e il male alla gola!
Altro che, la mia nonna ha davvero capito tutto!!
INGREDIENTI
per una tazza
200 ml di latte
2 cucchiai grandi di zucchero
PREPARAZIONE
Far caramellare lo zucchero in una pentola piccola antiaderente, a fuoco basso.
In un pentolino scaldare il latte, pian piano. Quando lo zucchero ha caramellato, versare il latte bello caldo nella pentola, mescolare, e versare in una tazza.
Se volete fare le cose ancor meglio, dopo che lo zucchero si è caramellato, versate il latte in una tazza, e aggiungete il caramello lì, con l'aiuto di un cucchiaio: formetà una palla di caramello, che pian piano si scioglie :-P ma da vedere, è bellissimo!!
per una tazza
200 ml di latte
2 cucchiai grandi di zucchero
PREPARAZIONE
Far caramellare lo zucchero in una pentola piccola antiaderente, a fuoco basso.
In un pentolino scaldare il latte, pian piano. Quando lo zucchero ha caramellato, versare il latte bello caldo nella pentola, mescolare, e versare in una tazza.
Se volete fare le cose ancor meglio, dopo che lo zucchero si è caramellato, versate il latte in una tazza, e aggiungete il caramello lì, con l'aiuto di un cucchiaio: formetà una palla di caramello, che pian piano si scioglie :-P ma da vedere, è bellissimo!!
Servite con molto amore ed affetto, accompagnato da 2 biscotti secchi magari, e da una piacevole compagnia. Un bacio in fronte sarà davvero la ciliegina sulla torta!
...e io, intantto, mi bevo 1l di tisana al timo per sgroppare un po' il raffreddore, in attesa di avere il latte domani :-)!
...e io, intantto, mi bevo 1l di tisana al timo per sgroppare un po' il raffreddore, in attesa di avere il latte domani :-)!
23 novembre 2009
Una dolce leggenda per i pomeriggi piovosi
C'erano una volta due sorelle, Carolina e Stephanie. Carolina era la più piccina, adorava il contatto con le persone, era spigliata e organizzata. Stephanie era la maggiore; amava cucinare, adorava preparare leccornie, sopratutto i dolci. Erano molto legate, affiatate e intelligenti.
Quando, più grandi, decisero di aprire un'attività insieme, ogni una di loro si dedicò a ciò che sapeva far meglio: Carolina accoglieva i clienti che giungevano alla loro dimora, mentre Stephanie si dedicava alla cucina. Il loro albergo andava benissimo, e Stephanie divenne sempre più conosciuta per la sua torta di mele.
Un giorno l'albergo si riempì, e parve più pieno del solito: moltissime persone in sala intenzionate a mangiare e degustare i piatti della cuoca, compresa la buonissima torta della quale tutti avevan sentito parlare.
Presa forse da agitazione, Stephanie si ricordò a metà del pasto che non aveva preparato la torta di mele: corse in cucina, imburrò la teglia e la cosparse di zucchero, tagliò grossolanamente le mele ed infornò il tutto.
Ahimè, si accorse solo a metà cottura che non aveva messo la pasta!
Tentando di rimediare come poteva, levò le mele dal forno e coprì il tutto con un unico strato di pasta, che bucherellò ed infornò nuovamente.
Il profumo delle mele cominciò ad aleggiare per tutta la sala, e tutti reclamavano un pezzetto di torta alla fine del pasto.
Stephanie, in cucina, non si scoraggiò d'animo: a cottura ultimata prese la torta e la capovolse sul piatto da portata, la sistemò alla meno peggio e la presentò in sala ai suoi clienti.
Nel 1926 venne pubblicato il libro che riportò per la prima volta questa ricetta, che prende il nome dal cognome delle sorelle: Tatin.
Oggi è uno dei dolci tipici francesi.
Con questa ricetta, partecipo alla simpaticimma raccolta di Florix, sperando che vada bene:

NB - le foto sono da bocciare, lo so! Dovete sapere che, infine, la mia macchian fotografica funziona a prender foto, ma lo schermo è in pappa. Questo vuol dire che non so quando c'è il flash, se ho su il macro o che.. Chiedo venia, che robe peròòò!!
Un giorno l'albergo si riempì, e parve più pieno del solito: moltissime persone in sala intenzionate a mangiare e degustare i piatti della cuoca, compresa la buonissima torta della quale tutti avevan sentito parlare.
Presa forse da agitazione, Stephanie si ricordò a metà del pasto che non aveva preparato la torta di mele: corse in cucina, imburrò la teglia e la cosparse di zucchero, tagliò grossolanamente le mele ed infornò il tutto.
Ahimè, si accorse solo a metà cottura che non aveva messo la pasta!
Tentando di rimediare come poteva, levò le mele dal forno e coprì il tutto con un unico strato di pasta, che bucherellò ed infornò nuovamente.
Il profumo delle mele cominciò ad aleggiare per tutta la sala, e tutti reclamavano un pezzetto di torta alla fine del pasto.
Stephanie, in cucina, non si scoraggiò d'animo: a cottura ultimata prese la torta e la capovolse sul piatto da portata, la sistemò alla meno peggio e la presentò in sala ai suoi clienti.
Nel 1926 venne pubblicato il libro che riportò per la prima volta questa ricetta, che prende il nome dal cognome delle sorelle: Tatin.
Oggi è uno dei dolci tipici francesi.
INGREDIENTI
zucchero
4/5 belle mele succose
cannella (facoltativo)
Per la pasta frolla:
250g di farina
125g abbondanti di burro o di margarina
1 uovo
125 g di zucchero
sale q.b.

PREPARAZIONE
La frolla - lavorate il burro ammorbidito e lo zucchero con un mestolo, creando una crema morbida. Aggiungete l'uovo e il sale e mescolate energicamente. Amalgamate il tutto alla farine e lavorate con le mani. Se necessario, aggiungete della farina. Una volta morbida, incelofanate e posate in frigo per alemno 20 minuti.
La torta - Sbucciate le mele, lavatele e tagliatele a metà privandole delle estremità e dei semi centrali. Ora, vi sono 2 modi in generale per preparare la torta, ed io ve li posto entrambi. Il primo l'ho provato personalmente, il secondo provvederò a breve!
1. Prendete la teglia ed imburratela per bene. Tagliate le mele a listarelle sottili e accendete il forno a 120°. Riempite la teglia con le mele, avendo premura di lasciare 1 cm di spazio tra il bordo e il ripieno. Alternate le mele allo zucchero, fino a che non avrete finito le mele. Infornate. riprende sotto
2. Tagliate le mele in metà. Prendete una teglia anti aderente e posatela sul fuoco, aggiungete dello zucchero con un po' d'acqua e fatelo scaldare fino a che non inizia a caramellare. Ponete le mele una vicino all'altra, un po' di lato, e con le restanti cercate di coprire i buchi. Spargete ancora di zucchero. Infornate a fuoco basso (100°). riprende sotto
Qui... Preparate la frolla e fatela riposare; a tempo debito, stendetela con un mattarello, togliete la teglia dal forno e alzate la temperatura a 180°. Posate la pasta sulle mele, facendola ben aderire al ripieno e spingendola nel centimentro libero. Infornate nuovamente per 30 minuti, finchè non sarà dorata. A questo punto, prendete un piatto grande come la teglia e capovolgete subito la torta.

zucchero
4/5 belle mele succose
cannella (facoltativo)
Per la pasta frolla:
250g di farina
125g abbondanti di burro o di margarina
1 uovo
125 g di zucchero
sale q.b.
PREPARAZIONE
La frolla - lavorate il burro ammorbidito e lo zucchero con un mestolo, creando una crema morbida. Aggiungete l'uovo e il sale e mescolate energicamente. Amalgamate il tutto alla farine e lavorate con le mani. Se necessario, aggiungete della farina. Una volta morbida, incelofanate e posate in frigo per alemno 20 minuti.
La torta - Sbucciate le mele, lavatele e tagliatele a metà privandole delle estremità e dei semi centrali. Ora, vi sono 2 modi in generale per preparare la torta, ed io ve li posto entrambi. Il primo l'ho provato personalmente, il secondo provvederò a breve!
1. Prendete la teglia ed imburratela per bene. Tagliate le mele a listarelle sottili e accendete il forno a 120°. Riempite la teglia con le mele, avendo premura di lasciare 1 cm di spazio tra il bordo e il ripieno. Alternate le mele allo zucchero, fino a che non avrete finito le mele. Infornate. riprende sotto
2. Tagliate le mele in metà. Prendete una teglia anti aderente e posatela sul fuoco, aggiungete dello zucchero con un po' d'acqua e fatelo scaldare fino a che non inizia a caramellare. Ponete le mele una vicino all'altra, un po' di lato, e con le restanti cercate di coprire i buchi. Spargete ancora di zucchero. Infornate a fuoco basso (100°). riprende sotto
Qui... Preparate la frolla e fatela riposare; a tempo debito, stendetela con un mattarello, togliete la teglia dal forno e alzate la temperatura a 180°. Posate la pasta sulle mele, facendola ben aderire al ripieno e spingendola nel centimentro libero. Infornate nuovamente per 30 minuti, finchè non sarà dorata. A questo punto, prendete un piatto grande come la teglia e capovolgete subito la torta.
Servite tiepida, non fredda, con una salsa alla cannella o alla vaniglia, o con del gelato. Nel caso si raffreddasse troppo, rimettetela in forno, ma non usate il microonde :-).
E' veloce e buona... da raccontare con una storia.
Con questa ricetta, partecipo alla simpaticimma raccolta di Florix, sperando che vada bene:

NB - le foto sono da bocciare, lo so! Dovete sapere che, infine, la mia macchian fotografica funziona a prender foto, ma lo schermo è in pappa. Questo vuol dire che non so quando c'è il flash, se ho su il macro o che.. Chiedo venia, che robe peròòò!!
18 agosto 2009
Les petits sablés ronds et bons
Oggi voglio raccontarvi la storia dei "petits sablés ronds et bons" e dei loro inventori!
Mi sono imbattuta in quella meravigliosa scatolina di biscotti un pomeriggio in un Carefur delle Gare di Midi, a Bruxelles, ed ho subito deciso di comprarli. Ho aspettato ben 3 giorni
prima di assaggiarli, girando e rigirandomi la scatolina tra le mani, leggendo ogni più piccola scrittolina e analizzando ogni fotografia!
Fatto è che alla fine ho scoperto che dietro questi petits sablés ronds et bons c'è un mondo e una storia di due ragazzi che va la pena di esser raccontata e che vi riassumerò come meglio posso, magari incuriosendovi anche un po', cosa che vorrei proprio.

Questa è brevemente la loro avventura; ora della loro catena ci sono anche gli yogurt da bere (buonissimi), il gelato e le compottes di frutta. Il loro progetto si rivolge all'apertura di panetterie in una città del Burkina Faso. Sono geniali, e anche se non parlate francese un saltino sul loro sito è d'obbligo. Vi dico solo che sulla scatola dei petits sablés ronds et bons c'è una loro foto vestiti da
vacche con un pareo a chiaze su un praticello artificiale in metro :-D (vedi foto sopra)! Vale la pena di conoscerli, anche solo di vista.
E a chi li ha chiesto del perchè di quest'avventura, hanno risposto con questi punti (che traduco alla buona):
Mi sono imbattuta in quella meravigliosa scatolina di biscotti un pomeriggio in un Carefur delle Gare di Midi, a Bruxelles, ed ho subito deciso di comprarli. Ho aspettato ben 3 giorni
Fatto è che alla fine ho scoperto che dietro questi petits sablés ronds et bons c'è un mondo e una storia di due ragazzi che va la pena di esser raccontata e che vi riassumerò come meglio posso, magari incuriosendovi anche un po', cosa che vorrei proprio.
Michel e Augustin si incontrano a scuola nel 1989: nonostante l'amicizia, intraprendono strade diverse, diversi viaggi e studi. Nel 2000 Augustin si butta su un corso serale di pasticceria, e nel 2001 trova in Jean-Christophe (pasticcere) un aiuto all'inizio della
sua avventura "La mattina porti i sacchi di farina a chi serve, il pomeriggio i forni son a tua disposizione"; nel 2003 il duo si ricompatta, ed inizia l'avventura. Alla fine dell'anno hanno visitato 1263 pasticcerie, assaggiato 1432 baguettes e pain au chocolat, e sperimentato 400 ricette si pate sablée dalle quali hanno ricavato 3 ricette segrete. Nel 2004, 10 loro amici si uniscono alla loro avventura, e all'inizio del 2005 partono con il loro Kangoo coloratissimo su Parigi, per convertirla ai petits sablés ronds et bons.
[dal loro sito]
8 gennaio 2005: il primo cliente dei petits sablés ronds et bons! Visto per la prima e ultima volta tra le 18.32 e le 18.41
uscire dal negozietto di Ali.
8 gennaio 2005: il primo cliente dei petits sablés ronds et bons! Visto per la prima e ultima volta tra le 18.32 e le 18.41
Questa è brevemente la loro avventura; ora della loro catena ci sono anche gli yogurt da bere (buonissimi), il gelato e le compottes di frutta. Il loro progetto si rivolge all'apertura di panetterie in una città del Burkina Faso. Sono geniali, e anche se non parlate francese un saltino sul loro sito è d'obbligo. Vi dico solo che sulla scatola dei petits sablés ronds et bons c'è una loro foto vestiti da
E a chi li ha chiesto del perchè di quest'avventura, hanno risposto con questi punti (che traduco alla buona):
- Proverbio "Ognuno di noi ha dei
sogni in sè; la sola questione è come gli lasciamo volar via"
- Ridare colore alla spesa alimentare, normalmente un po' fiacca
- Provare che per queste cose non c'è bisogno d'inventarsi storie di nonne (resuscitate per l'occasione)
- Permettere a tutti di leggere e capire la nostra lista degli ingredienti, perchè gli scegliamo di qualità, e che anche voi potete normalmente procurarvi per cucinare
direttamente a casa vostra (ndr: effettivamente la lista degli ingredienti è cortissima e semplicissima: farina, burro, sale, zucchero e null'altro: fa quasi strano leggerla :-D)
....e molti altri motivi, che vi consiglio di andar a leggere, perchè davvero sono belli e divertenti :-D! Questa è la loro storia, in cui un gruppo di amici dal nulla a tirato su la sua piccola catena, dove ancora tutti hanno la loro voce per esprimersi...
Un in bocca al lupo è d'obbligo :-)!
Un in bocca al lupo è d'obbligo :-)!
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