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29 giugno 2010

Bruxelles


...et ses bars.

22 novembre 2009

Clemenceau e i suoi frutti

Se venite a Bruxelles, una visitina d'obbligo (dal mio punto di vista) dovete farla al mercato di Clemenceau: dal centro metro 2 oppure 6, in direzione Leopold I/Roi Baudouin; scendete alla omonima fermata: Clemenceau, subito dopo la Gare di Midi, e seguite il flusso di gente.
E' un mercato che c'è il venerdì e il sabato, ma durante la domenica raggiunge il suo vero apice! Quando c'arrivate dalla metro sembra piccino: ha un entrata che sarà larga una decina di metri scarsa, con una fila di bancarelle centrali, solitamente di calze, cappelli, mutande, pigiamo per bambini e reggiseni a prezzi irrisori. Tenetevi stretta la borsa davanti, ed innoltratevi piano. Proseguite dritti, tra la folla, osservate i volti. Sulla vostra sinistra, dopo un centinaio di metri, troverete un mini punto ristoro, e dei negozi di pesce. Proseguite dritti, seguendo il capannone che crea una sorta di strettoia, prima di lasciare spazio alle voci alte dei commercianti, alla frutta multicolore, alle ondate di persone che ogni domenica di riversano in quell'enorme mercato di periferia. Girate a sinistra, proseguite a passo lento e guardate la gente: chi vende, chi compra, chi assaggia. Ascoltate le urla, gli inviti, le discussioni; anche se non capite il francese, ascoltatele. I suoni, l'insieme di questo momento collettivo, d'un solo luogo che fa parte della vita di molti. Se poi vi capita di passare di lì verso le 14.30/15.00, potrete comprare intere casse di legumi a 1€; legumi magari non bellissimi, ma che per quel prezzo e per le quantità che ti danno è un vero affare! se passate a quell'ora, vedrete i venditori con i sacchetti di plastica davati a file di cassette blu che urlano "Euro Euro" in maniera del tutto anomala e poco comprensibile; vedrete bambini sistemare le cassette, e donne che cercano di urlare più dell'uomo in fronte a loro. Vedrete gente serrata attorno ad una banchetta, e lì ci sarà il broccolo più buono.

A casa nostra, ogni domenica sera la cucina è uno spettacolo di colori. Mille sacchetti sul tavolo, zaini aperti e borse di stoffa strabordanti di frutta e verdura. La pentola sul fuoco che già ribolle, teglie imburrate e pelapatate pronti all'uso. Mi piace dover sistemare piatti e stoviglie per far spazio ai cesti di verdura nuovamente pieni, curare l'uva appena comprata, parlare di come cucineresti quella verdura o quell'altra, passare vicino al fornello, assaggiare la zuppa e aggiungere una spezia... Mi piace condividere questo momento della settimana, questa sorta di usanza.

Ecco perchè oggi vi posto questaricetta, totalemente al naturale e per i freddi che arrivano: zuppa di cipolle by Arny, l'amico cambusiere della mia mamma, che me l'ha mandata per mail. La ricetta è sua, e ve la posto copiata paripari; ve la consiglio, che è propriiiii buona!
NB- invece che 30 minuti io l'ho fatta andare quasi un'ora, così che le cipolle venissero belle morbide (vi consiglio di tagliarle comunque fini!).

INGREDIENTI
cipolle dorate - 500 grammi
burro-50 grammi
olio d’oliv-4 cucchiai
zucchero- 1 cucchiaio
farina-30 grammi
brodo -1,5 litri
sale e pepe- q.b.

per la gratinatura: fette di fontina, fette di pane tostato, grana, burro

dosi per 4 persone - tempo stimato 1h30


PREPARAZIONE
Mondare le cipolle tagliarle ad anelli. Porle poi in un tegame con 50 g di burro e 4 cucchiai d’olio e un cucchiaino di zucchero a fuoco moderato perché sudino senza prendere colore, e fare molta attenzione a non farle bruciare. Quando cominceranno a divenire leggermente bionde, spolverare con la farina, mediante un colino, mescolando con cura per qualche minuto. Se si vuole a questo punto si può inserire un bicchiere di vino rosso da sfumare. Aggiungere il brodo ( anche di dado) e lasciare cuocere per almeno 40 minuti a fuoco moderato.

Quando la zuppa sarà cotta, aggiustare di sale di pepe e versare il tutto in quattro ciotole da forno; sul fondo mettere un po’ di zuppa, al centro le fette di pano tostato con sopra la fontina , poi ancora zuppa ed infine ricoprire con abbondante parmigiano grattugiato e noce di burro. Porre quindi i 4 contenitori nel forno preriscaldato a 250°C per il tempo necessario affinché si formi una crosticina dorata sulla superficie della zuppa ( bastano 5 minuti).
Servire la zuppa gratinata caldissima.


Io non la volta scorsa non ho fatto la gratiatura, ma è venuta comunque buonissima. .-D Ho fatto però dei crostini d'accompagnamento (vedi foto): ho preso del pane un po' vecchio e l'ho tagliato a fette. L'ho imburrato e messo in forno per 5 minuti scarsi. Ho cosparso con formaggio grattato, salato, pepato ed ho messo a grigliare fino a che non era bello croccante. Pocciato nella zuppa è la fine del mondo, credetemi! E' buona anche il giorno dopo, scaldata a dovere!

11 settembre 2009

Grandi spese a piccoli prezzi: il riutilizzo

Bruxelles ha il pregio che hanno (credo) anche gli americani: il riutilizzo non intacca la loro sendibilità, non li urta e non li sconvolge. Anzi.
Mercatini, veri e propri negozi, associazioni e chi più ne ha più ne metta. Tutti vendono cose usate, e senza troppo averne a male, tutti le comprano. Adoro questa cosa. Tu vai tranquillamente nel neglozio di abbigliamento usato e fai le tue spese, senza che nessuno storca il naso, anzi, solitamente sono i primi che ti consigliano. Insomma, questa mentalità mi piace da matti, perchè spensi poco e trovi cose carine, ben tenute e che magari ti interessano pure.
Ieri, appunto, sono stata al mercatino dei Petit Rien: in realtà è un signor negozio su 3 piani, tutto di cose di seconda mano (dalle cucine, ai salotti, alle stanze, ai vestiti ecc) gestito da un'associazione che aiuta le persone in strada, gli immigrati ecc. Lì lavorano appunto queste persone, che spostano, incartano, ti aiutano e quant'altro. Ho comprato 2 bellissime tazze, a 1€ in totale. Poi ho visitato qualche negozio di vestiti, uno in stile M. Monroe e A. Hepburn, con scarpette rosse con tacchetto e gonnellone larghe, vestitini chiari e tubini neri. Insomma, se la pratica del riuso non vi sconvolge, Brux fa anche per voi. E io, alla quale pratica non ero così abituata, devo dire che la trovo geniale *_*, utile, ecologica e da adottare al più presto!

7 settembre 2009

Eccoci qui pronti il primomegasuper riassunto di questi 2 primi giorni a Bruxelles. Inutile dire che mi sono innamorata della città. C'è da dire che la aoro già. mi piace, mi oriento abbastanza bene, mi sembra di avere già le mia abitudini. Per quanto riguarda l'alloggio... beh, abito poco a nord della fermata schumann della metro, 10 minuti a piedi circa. la casa è vecchia, ma molto personale e viva; adoro i miei coinquilini, e la camera non è nemmeno così male come ricordavo Arrivata, in realtà, l'ho trovata così:

ecco, diciamolo, di primo impatto può lasciasr desiderare... ma io me ne sono innamorata forte, eh sì! L'ho pulita, sistemata al meglio, aspitato, spostato, spinto e sormontato, e il risultato, seppur magari non migliore al 100% è stato questo:


Dai, ammettiamolo che è carina, no? Con un aramdio e una lampada made in IKEA l'opera sarà completa. Foto e poster arriveranno con il tempo credo :-D! La casa, come quindi si è capito, mi piace molto: più la vivo più mi sento fortunata. In città c'è un sacco di verde, e un divertente accostamento di nuovo/vecchio che ben presto tenterò di immortalare alla buona!
Cambiando argomento, rimanendo però su Bruxelles, l'altra sera a cena sono stata in un ristorantino Turco/arabo non so bene cosa .-). si trovava su Avenue Stalingraad, zona a nord de la gare du Midi. E' una zona poco consigliata per girarci da soli, ma i colori che ha, i negozi e il resto ti attirano molto. Noi, io ed Anna, siamo rimaste all'inizio, attratte da questo ristorante "LA Colombe", dove si può fumare anche le ChiCha (il narghilè). Abbiamo preso del CousCous, e come inizio ci hanno offerto una zuppa molto speziata e un po' piccante, con pastina, ceci e carne, da mangiare accompagnata ai datteri (che per l'occasione ho imparato a sbucciare con le mani). E' una cosa che loro consumano ora, periodo del ramadam. Sono stati gentilissimi, l'ambiente bello e cordiale, sembrava di essere a casa di qualcuno, ma dove comunque vige ancora il rispetto per certe regole. Insomma, da tornare. Il CousCous era buonissimo, con il pollo, ma era pure tantissimo, e dopo la zuppa è stato davvero difficile mangiarlo tutto: Anna non ce l'ha fatta!

Amo Brux

Sono innamorata!

Questa città è bellissima, i coinquilini sono spettacolari, la mia cameretta è piccola ma mega accogliente e io sono una pasquetta di felicità! Non so quanto potrò cucinare, ma quasi quasi mi porto leiviti dall'italia, che l'ultima volta quelli di qui non funzionavano °_°! Questa sera posto qualche foto, promesso... Giro anche con la macchina a rullino, che non si sa mai, no?
a dopo

18 agosto 2009

Les petits sablés ronds et bons

Oggi voglio raccontarvi la storia dei "petits sablés ronds et bons" e dei loro inventori!

Mi sono imbattuta in quella meravigliosa scatolina di biscotti un pomeriggio in un Carefur delle Gare di Midi, a Bruxelles, ed ho subito deciso di comprarli. Ho aspettato ben 3 giorni prima di assaggiarli, girando e rigirandomi la scatolina tra le mani, leggendo ogni più piccola scrittolina e analizzando ogni fotografia!
Fatto è che alla fine ho scoperto che dietro questi petits sablés ronds et bons c'è un mondo e una storia di due ragazzi che va la pena di esser raccontata e che vi riassumerò come meglio posso, magari incuriosendovi anche un po', cosa che vorrei proprio.


Michel e Augustin si incontrano a scuola nel 1989: nonostante l'amicizia, intraprendono strade diverse, diversi viaggi e studi. Nel 2000 Augustin si butta su un corso serale di pasticceria, e nel 2001 trova in Jean-Christophe (pasticcere) un aiuto all'inizio della sua avventura "La mattina porti i sacchi di farina a chi serve, il pomeriggio i forni son a tua disposizione"; nel 2003 il duo si ricompatta, ed inizia l'avventura. Alla fine dell'anno hanno visitato 1263 pasticcerie, assaggiato 1432 baguettes e pain au chocolat, e sperimentato 400 ricette si pate sablée dalle quali hanno ricavato 3 ricette segrete. Nel 2004, 10 loro amici si uniscono alla loro avventura, e all'inizio del 2005 partono con il loro Kangoo coloratissimo su Parigi, per convertirla ai petits sablés ronds et bons.

[dal loro sito]
8 gennaio 2005: il primo cliente dei peti
ts sablés ronds et bons! Visto per la prima e ultima volta tra le 18.32 e le 18.41 uscire dal negozietto di Ali.

Questa è brevemente la loro avventura; ora della loro catena ci sono anche gli yogurt da bere (buonissimi), il gelato e le compottes di frutta. Il loro progetto si rivolge all'apertura di panetterie in una città del Burkina Faso. Sono geniali, e anche se non parlate francese un saltino sul loro sito è d'obbligo. Vi dico solo che sulla scatola dei petits sablés ronds et bons c'è una loro foto vestiti da vacche con un pareo a chiaze su un praticello artificiale in metro :-D (vedi foto sopra)! Vale la pena di conoscerli, anche solo di vista.

E a chi li ha chiesto del perchè di quest'avventura, hanno risposto con questi punti (che traduco alla buona):
  • Proverbio "Ognuno di noi ha dei sogni in sè; la sola questione è come gli lasciamo volar via"
  • Ridare colore alla spesa alimentare, normalmente un po' fiacca
  • Provare che per queste cose non c'è bisogno d'inventarsi storie di nonne (resuscitate per l'occasione)
  • Permettere a tutti di leggere e capire la nostra lista degli ingredienti, perchè gli scegliamo di qualità, e che anche voi potete normalmente procurarvi per cucinare direttamente a casa vostra (ndr: effettivamente la lista degli ingredienti è cortissima e semplicissima: farina, burro, sale, zucchero e null'altro: fa quasi strano leggerla :-D)
....e molti altri motivi, che vi consiglio di andar a leggere, perchè davvero sono belli e divertenti :-D! Questa è la loro storia, in cui un gruppo di amici dal nulla a tirato su la sua piccola catena, dove ancora tutti hanno la loro voce per esprimersi...

Un in bocca al lupo è d'obbligo :-)!

13 agosto 2009

Resoconto di viaggio

Eccomi di ritorno dai bellissimi giorni trascorsi a Bruxelles.

Ho visto tantissime cose, e mi sono innamorata della città che mi ospiterà per 6 mesi, ed ho imparato a girarla abbastanza.. O per lo meno riesco a salire sulla metro nella direzione giusta rispatto a dove devo andare :-)! Diciamolo, ho avuto momenti di sconforto durante le camminate eterne per viuzze non segnate, e ragionare su cartine orientate male e grandi come tovaglie non è proprio la cosa per la quale sono nata! Ma i 2 giorni sono stati utili, e mi son davvero serviti, anche se non ho ancora trovato casa. Ho visitato 4 appartamentini; uno a 270€, con altri 6 ragazzi scapestratissimi stile artista incompreso, poi una da 350€ che io mi sarei vergognata solo ad affittare. In seguito è venuto il momento di una a 280€ al 7 piano d'una casa su, appunto, 7 piani (talmente grandi che su uno c'era solo il wc :-D), e l'ultima una da 350€, in una piazzetta meravigliosa poco a sud del pentagono (il centro città), bellissima casetta con bellissima cameretta! Ora sarà da valutare, decidere e comunicare, uff...

Però Bruxelles già mi manca. Mi manca quell'aria frizzante da città multi culturale; mi manca camminare per strada e vedere mille volti di mille colori, che comunicano in mille maniere, mi manca voltarmi in città e vedere due ragazzi omosessuali che vivono serenamente la loro sessualità (o per lo meno pare sia così); mi manca il menefreghismo delle persone, e il negozio con il profumo di brioches burrose calde. Mi manca un po' l'atmosfera insomma. Me la sono goduta meglio che ho potuto, anche i supermercati, che adoro *_*!
Ebbene sì, perchè io una passione sfegatata per i supermercati belga e francesi, e nemmeno una passione segreta a dire il vero. Non so cosa dirvi: ci passerei ore dentro, a guardare le scatole, gli yogurt da bere, i panini e tutte quelle cose adorabilmente carine che loro fanno! Mi è capitato a volte di entrare e starci anche mezz'ora, solo a girare, per poi uscire senza nulla; mi mettono come gioia, soddisfazione :-D!

Il viaggio di ritorno è andato benone, comprese le turbolenze che mi ammazzano lo stomaco che mi si gira come una monetina, blurp; ma non ho vomitato :-D! All'areoporto di Bruxelles ho trovato una cosa bellissima: l'asciugamani verticale (che ho fotografato, tadaaaa)! Una genialata di non so chi, comodissimo, bellissimo, praticissimo e divertentissimo, tu ci infili le mani e le muovi su e giù allegramente, e in una 20ina scarsa di secondi si asciugano grazie al getto d'aria calda superpotente!
Anche se sono salita tra gli ultimi (odio mettermi in fila 3h prima dell'apertura dell'imbarco) ho preso comunque un posto vicino al finestrino! Vedere le nuvole dall'alto mi piace un sacco: sembrano panna montata densissima, e vedere da sopra la loro ombra sulla terra da una sensazione di altezza incredibile. Per non parlare dei laghi: a vederli dall'alto sembran dei pezzetti ben tagliati di carta liscissima, e quando noti i puntini bianchi sulla superficie ti verrebbe da pulirli via con un soffio da quanto sembra perfetta la superficie.

Ma la cosa migliore, che dir si voglia, per me è sempre il viaggio, come cosa effettiva, non come idea. Partire, tornare, il mezzo, l'agitazione e poi la leggera nostalgia. Forse è una sensazione che mi sono creata, e non sempre me ne vanto, anzi: aver continuo bisogno di sentirsi in partenza o di ritorno non è un po' come avere sempre il pepe sul sedere, ma mi da la carica. Non mi mancano le persone, è raro: ne sento più la nostalgia se non le vedo e siamo nella stessa città, ma dopo che son partita... puff, il vuoto. La voglia di tornare, poi, la mancanza e il concetto di "casa" me lo creo, perchè tornare vuol dire che prima o poi ci sarà una nuova partenza. Questo non vuol dire che non voglio bene a chi mi sta attorno, ma è un bene che prescinde dal mio agire, da ciò che voglio e faccio; e sì, è da egoisti.

* * *

Quando ero in Francia, il mio babbo mi scrisse una frase che mi piacque molto (che è poi il titolo d'una canzone di Paul Yang) e che secondo lui mi si addiceva molto:

"Wherever I lay my hat, that's my home"

ed è stato come avere in prestito da un altro le parole per descrivere ciò che sento.

11 agosto 2009

Prima visita a Bruxelles

Mai camminato tanto in città: vi giuro! Ho marciato come una forsennata dalle 10 di questa mattina alle 19 quando sono rientrata, sedendomi talvolta in metro, o stanchissima su qualche panchina!
Ho visto delle cose bellissime, e mi sono persa alla "Gare du Midi" (stazione principale); ho visto 2 appartamenti, conosciuto un signore inglese adottato da Bruxelles da anni e degli artisti incompresi in Rue Calvin, dove ho visto la prima stanza. Ho mangiato un pain au chocolat che solo in Francia e in Belgio san fare così burroso e buono, ed ho annusato l'aria vecchia d'un mercatino delle pulci. Ho capito perchè Sociologie non la trovavo nel verdeggiante campus dell'ulb, e quindi ho marciato per 3/4 d'ora verso l'altra Ulb, vista per caso su una cartina, dove ho incontrato 2 omosessuali di cui uno continuava a parlare, ad abbracciare e fare battutine sugli affitti al compagno, che pareva particolarmente infastidito dall'interminabile chiacchericcio. Ho trovato e comprato (ma non ancor mangiato) i biscottini più semplici del mondo fatti dai 2 ragazzi più simpatici del mondo con la confezione più bella del mondo ma vi parlerò meglio di questo più avanti, e sono riuscita a piegare una cartina della michelin al primo colpo. Ho visto fare nei supermercati la spremuta fresca d'arancia al volo nel contenitore di plastica che poi ti porti a casa, e ho scoperto che a Brux prendi la metro anche senza pagare. Ho preso un tram nella direzione sbagliata, e ho trovato una via al primo colpo.
Ma NON ho cucinato nulla, perchè l'ultima volta una torta margherita non mi è nemmeno lievitata, e questo dopo che per 2 giorni mi ero vantata di come la so fare!
A occhio e croce, questi 6 mesi che verranno saranno pieni, belli e fortunati... anche perchè sennò non saprei come interpretare l'enorme cacca che ho pestato ad inizio giornata!

Curiosoni fissi